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Il sistema del marchese D’Arago per la roulette | LeoVegas Blog Sport

Il Sistema del Marchese D’Arago per la Roulette

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Fra i sistemi per giocare alla roulette quello del marchese D’Arago è fra i più citati, anche per il fascino dell’uomo che gli dà il nome. Non un matematico, ma un grande (e vincente, pare) giocatore nei casinò di tutta Europa, oltre che autore nel 1945 del libro ‘Come ho dominato queste macchine’, oggetto di culto fra gli appassionati e pieno di considerazioni di buon senso, oltre che di consigli operativi di facile applicazione. Il suo sistema infatti riguarda le dozzine e colonne, senza deroghe o invenzioni.

Come funziona il sistema del marchese D’Arago?

Il sistema del marchese d’Arago parte dall’osservazione di tre giri di roulette e soltanto dal quarto fa scendere in campo il giocatore, con due puntate contemporanee: una sulla dozzina di cui fa parte il penultimo (in questo caso il secondo) numero uscito e una su sulla colonna di cui fa parte sempre il penultimo. Si va avanti così, a massa uguale, evitando di puntare soltanto nei casi in cui il numero diventato penultimo appartenga sia alla stessa dozzina sia alla stessa colonna di quello diventato terzultimo. Più facile da giocare che da spiegare. La logica del sistema è quindi evidente: proporre-oppore al tavolo una propria permanenza, un proprio schema, ipotizzando serie negative meno lunghe pensando al penultimo numero uscito che all’ultimo. Considerazione a prima vista cervellotica, ma che nella realtà dei casino fisici e di quelli online molti hanno fatto propria.

Esempio pratico del sistema del marchese D’Arago

Iniziamo osservando gli esiti dei primi tre giri di roulette: mettiamo 32, 11 e 25. Il numero da prendere in considerazione è quindi l’11. Puntiamo una fiche sulla dozzina ed una sulla colonna di cui fa parte, quindi prima dozzina e seconda colonna. Caso 1: dal quarto, a questo punto, giro di roulette esce un numero sia della prima dozzina sia della seconda colonna, mettiamo il 2. La vincita netta è di 4 fiche (6 di vincita lorda meno le 2 puntate) e la partita finisce qui. Caso 2: dal quarto giro di roulette esce un numero appartenente o alla prima dozzina o alla seconda colonna, mettiamo il 29. La vincita netta è di una fiche (3 di vincita lorda meno le 2 giocate) e la partita finisce qui, anche in questo caso in attivo. Caso 3: dal quarto giro di roulette esce un numero che non appartiene né alla prima dozzina né alla seconda colonna, mettiamo il 24. La perdita netta è 2 e si va avanti a giocare, a questo punto prendendo in considerazione il 25 che è diventato il penultimo numero. Il 25 appartiene alla terza dozzina e alla prima colonna, quindi è totalmente diverso dall’11 con cui va confrontato. Si può quindi andare avanti a giocare, mentre si sarebbe dovuto passare un turno nel caso di stessa dozzina-stessa colonna dell’11, quindi nella sostanza non si sarebbe potuto giocare al quinto giro di roulette in caso di uscita al quarto di 2, 5 e 8.

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Pro e contro del sistema del marchese D’Arago

Il primo pro del sistema del marchese D’Arago è quello di permettere una grande resistenza alle permanenze negative, quindi di passare una serata al casinò o davanti allo schermo senza perdere troppo. Il secondo è che ha molti buoni riscontri empirici, pur non avendo alcun fondamento matematico. I contro sono quello di tutti i sistemi a massa uguale, visto che il marchese D’Arago non prevedeva progressioni: nel lungo ma anche medio periodo la tassa sullo zero stritola qualunque giocatore e questo sistema poco aggressivo certo non la batte. Per questo alcuni suoi seguaci ne hanno proposto una versione modificata, per accelerare il sempre molto teorico ritorno all’equilibrio.

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