
Segui questa guida per sapere tutto, ma proprio tutto sull'Eurovision Song Contest 2026, tutte le tue domande qui troveranno una risposta.
Continua a leggere per saperne di più su chi sono i partecipanti, quando sarà l'evento, tutti i vincitori, ma anche su come scommettere sulla competizione musicale più amata in Europa.
L'edizione 2026 dell'Eurovision Song Contest si terrà dal 12 al 16 maggio presso la Wiener Stadthalle di Vienna. La scelta della location austriaca è dovuta, come da tradizione, alla vittoria dell'Austria nell'edizione del 2025, grazie al brano "Wasted Love" dell'artista JJ.
L'edizione 2026 dell'Eurovision Song Contest si articola in due semifinali previste per il 12 e il 14 maggio, per poi culminare con la finalissima del 16 maggio.
Le prime due serate saranno trasmesse in diretta su Rai 2, mentre la serata finale sarà trasmessa da Rai 1, Rai Radio 2 e RaiPlay.
A condurre le serate Rai ci penseranno Elettra Lamborghini e Gabriele Corsi, mentre sul palco di Vienna ci saranno la cantante Victoria Swarovski e l’attore Michael Ostrowski.
Sarà il trionfatore del Festival di Sanremo Sal da Vinci a rappresentare l’Italia all’Eurovision 2026, con la sua “Per sempre sì”.
Certamente, su LeoVegas si può scommettere sull'Eurovision, sia sulle due semifinali che sulla finale.
Analizzando le proiezioni statistiche e le quote offerte dagli esperti di LeoVegas, la corsa verso la vittoria dell'Eurovision 2026 si preannuncia decisamente avvincente.
Stando alle attuali quote, in cima alle preferenze dei bookmaker troviamo la Finlandia, rappresentata da Linda Lampenius & Pete Parkkonen con l'energico brano "Liekinheitin". Al momento della scrittura di questa guida, la vittoria della Finlandia è quotata a 2.30. A seguire con un certo distacco ci sono la Francia con Monroe ("Regarde !"), la cui vittoria è quotata 7.00, e la Danimarca, con Søren Torpegaard Lund e il brano “Før Vi Går Hjem”, la cui vittoria è data a 8.50.
E a proposito di dati interessanti, i riflettori sono puntati sull'Italia. Il nostro Sal Da Vinci, in gara con il brano "Per sempre sì", si trova al momento al decimo posto nelle preferenze dei bookmaker di LeoVegas e la sua vittoria è quotata a 34.00.
Tuttavia, il cantautore merita un'attenzione speciale: sebbene non sia in testa alle quote tradizionali, Sal Da Vinci sta letteralmente spopolando sulle piattaforme digitali. Attualmente, infatti, il brano italiano risulta essere il più ascoltato in assoluto su Spotify tra tutte le canzoni in gara. Questa netta divergenza tra i pronostici dei bookmaker e l'enorme riscontro di streaming da parte del pubblico rende l'Italia l'autentica "mina vagante" del contest, dimostrando come l'apprezzamento popolare possa rimescolare le carte in tavola in vista della finalissima di Vienna.
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Non ti resterà che attendere il verdetto della finalissima del 16 maggio per scoprire se il tuo pronostico è corretto. Ricorda che le quote sono soggette a variazioni nel tempo.
L'Eurovision Song Contest nacque dalla mente di Marcel Bezençon nel 1955. L'allora direttore dell'European Broadcasting Union ebbe l'idea di creare un concorso canoro fra nazioni europee, ispirandosi al Festival di Sanremo, in modo tale da mettere alla prova le tecnologie di trasmissione televisiva del tempo. L'idea era di riuscire a far arrivare il contest musicale nei salotti dei cittadini europei.
La prima edizione si tenne a Lugano nel 1956 con solamente sette nazioni partecipanti, ma con il passare degli anni la rassegna si è ingrandita in modo tale da diventare una competizione inclusiva, che va ben oltre i confini europei. Basti pensare che dal 2008 gareggiano anche San Marino e Azerbaigian e nel 2015 ha fatto il suo debutto persino l’Australia.
Arrivando ai giorni nostri, l'Eurovision si conferma come l'evento di musica dal vivo più grande e longevo al mondo. Proprio l'edizione 2026 di Vienna segna il prestigioso 70° anniversario della manifestazione, che si è ripetuta ogni anno, ad eccezione del 2020 quando fu cancellata a causa del Covid.
Nel 2026 la competizione vedrà in gara ben 35 nazioni e un impianto visivo completamente rinnovato dall'EBU, accompagnato anche da un aggiornamento del sistema di voto per garantire al pubblico uno spettacolo sempre più moderno, trasparente e avvincente.
L’Eurovision ha anche una lunga storia di polemiche alle spalle che riflettono le tensioni geopolitiche mondiali. Ad esempio, nel 2022, a seguito dell’invasione russa in Ucraina, la Russia è stata esclusa dalla competizione. Nel 2026, invece, ben quattro nazioni (Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia), hanno annunciato che non parteciperanno all’Eurovision per protestare contro la presenza di Israele a seguito delle atrocità commesse nella striscia di Gaza.
Non sono state poche le polemiche rivolte alla competizione, anche in merito alla lingua da utilizzare per le canzoni. Infatti, per molti anni è stato applicato l'obbligo di cantare nella lingua madre delle nazioni partecipanti. Questa disposizione fu abolita temporaneamente per diverse edizioni, a partire dalla metà degli anni ‘70. Grazie a ciò, nel 1974, gli svedesi ABBA riuscirono a vincere con Waterloo, un brano cantato totalmente in inglese.
Ma per la completa abolizione di tale regola, dobbiamo aspettare il 1999, anno a partire dal quale moltissimi partecipanti hanno iniziato a presentare canzoni in inglese o in altre lingue diverse dalla propria lingua madre.
L'Italia, nonostante abbia partecipato a innumerevoli edizioni dell'Eurovision Song Contest, ha raccolto soltanto tre vittorie e con brani cantati totalmente in lingua italiana.
L'ultima vittoria l'abbiamo vista nel 2021 con i Måneskin e la loro “Zitti e buoni”, mentre per le precedenti due dobbiamo fare un salto indietro nel tempo fino al 1990, quando si impose Toto Cutugno con la canzone Insieme: 1992. Prima ancora, bisogna risalire al 1964, con il trionfo di Gigliola Cinquetti e del suo famosissimo brano Non ho l’età (per amarti).
Il sistema di voto dell'Eurovision Song Contest è in continua evoluzione e, per l'edizione del 2026, l'organizzazione ha introdotto novità molto importanti per garantire una competizione ancora più equilibrata e trasparente.
Una delle principali modifiche riguarda proprio le giurie nazionali: ogni Paese partecipante non nominerà più 5 membri, bensì 7 giurati. L'EBU ha ampliato le categorie professionali ammesse e ha inserito l'obbligo di includere due membri di età compresa tra i 18 e i 25 anni, così da dare voce anche alle generazioni più giovani.
Per quanto riguarda l'assegnazione dei punti, c'è un grande ritorno: l'esito delle semifinali sarà nuovamente deciso da un mix paritario tra il voto delle giurie e il televoto del pubblico a casa, riprendendo la formula in vigore dal 2010 al 2022. Anche per il televoto ci sono regole più stringenti per evitare campagne promozionali sproporzionate: il numero massimo di voti consentiti per ciascun metodo di pagamento è stato ridotto da 20 a 10. Rimane ovviamente in vigore il divieto per gli spettatori di votare la propria nazione di appartenenza.
Durante la serata conclusiva, prima vengono annunciati i voti delle giurie, dopodiché i voti del pubblico vengono aggregati in un unico grande blocco e assegnati a ciascun artista in gara, partendo da quello che ha ricevuto meno punti dalle giurie fino a quello che ne ha ricevuti di più.
Infine, il meccanismo di calcolo finale resta fedele alla tradizione: i Paesi assegneranno due set di punti (12, 10 e poi da 8 fino a 1 punto alle prime dieci canzoni). A questi si sommerà il "Resto del Mondo", ovvero i voti online provenienti dagli spettatori dei Paesi non in gara, che verranno aggregati in un unico blocco di punteggi.
Se sei in fermento nell'attesa di assistere all'ultima edizione della competizione canora, allora ti consigliamo di intrattenerti con un film a essa dedicato, intitolato Eurovision Song Contest - La Storia dei Fire Saga. La pellicola, del 2020, vede come protagonisti il simpaticissimo Will Ferrell e la bravissima Rachel McAdams, che impersonano il duo canoro islandese dei Fire Saga e la loro rocambolesca avventura che li porterà a competere per un posto in cima all'Eurovision Song Contest.
L’Eurovision viene anche citato nella popolare serie TV “Emily in Paris”. Nella quarta stagione la coprotagonista Mindy e la sua band vengono selezionate per partecipare alla competizione, ma devono autofinanziarsi. Nonostante gli sforzi, con esibizioni e fundraising, la band verrà esclusa dopo che il fidanzato di Mindy utilizza la canzone per uno spot pubblicitario.
Le motivazioni sono più di una, ma la principale è che il popolo australiano segue la kermesse da più di trent'anni e, per questa ragione, nel 2014 gli organizzatori invitarono una delegazione proveniente dalla terra dei canguri a esibirsi durante l'intervallo delle semifinali.
L'anno successivo gli fu data la possibilità di partecipare in qualità di concorrente direttamente alla finale della competizione, dove l’Australia si piazzò quinta. La sorpresa per l’ottimo risultato spinse quindi i dirigenti dell'Eurovision a includere questo paese tra i concorrenti fissi.
L'EBU, l'ente organizzatore, non è strettamente legato ai limiti territoriali europei, essendo composta da grandi emittenti nazionali europee come la Rai e la BBC, ma anche da emittenti extra europee come quelle di Israele e dell’Azerbaigian. Per questo, spesso, è possibile vedere sul palco dell’Eurovision nazioni di parti del mondo che normalmente non verrebbero associate a competizioni europee di alcun tipo.
Non ha vinto nessuno poiché la competizione è stata annullata a causa della pandemia di COVID-19.
L’Eurovision 2025 è stato vinto dall’austriaco JJ con il brano “Wasted Love”. Come da tradizione, con la sua vittoria ha dato il diritto all’Austria di organizzare l’Eurovision 2026.