
Nel gioco del poker o del blackjack, è solo una carta di scarso valore. Nella vita sentimentale, è l’incubo di ogni corteggiatore. Il Due di Picche è forse l’unica carta che è uscita dal tavolo verde per diventare un simbolo universale di rifiuto e porta sbattuta in faccia.
Ma come ha fatto una semplice carta nera, apparentemente innocua, a caricarsi di un significato così pesante? In questo viaggio scopriremo la storia del Due di Picche, tra giochi di carte e linguaggio comune e capiremo perché questa carta è connotata da un’accezione così negativa.
L’espressione “prendere un Due di Picche” ha più di una possibile origine, e come spesso accade con i modi di dire più riusciti, probabilmente è nata dalla somma di più fattori:
Il seme di Picche non nasce dal nulla. Deriva direttamente dalle Spade dei mazzi latini, che rappresentavano la classe militare e il potere armato. La forma stessa richiama la punta di una lancia o di una spada, uno strumento di conflitto più che di dialogo.
Nella simbologia delle Picche, questo seme è spesso associato all’elemento Aria: razionalità, pensiero, legge, ma anche scontro e separazione. È il seme delle decisioni nette, dei tagli precisi. Non sorprende quindi che, nel linguaggio comune, sia diventato il veicolo perfetto per rappresentare un rifiuto senza appello.
Se in amore il Due di Picche equivale al rifiuto del corteggiatore, non gode di grande fama nemmeno al tavolo da gioco:
Il Due di Picche ha trovato spazio anche nella cultura popolare. Compare in canzoni e film, non solo come simbolo di sfortuna o solitudine, ma anche del perdente simpatico, quello che incassa il colpo con ironia e va avanti.
Nella musica italiana, Due di Picche è stato il nome scelto dal progetto musicale del duo composto da Neffa e J-Ax. Ma come non citare le carte da gioco che erano l’esercito della Regina di Cuori nella versione Disney di Alice nel Paese delle Meraviglie? Tra di esse compariva anche il Due di Picche. Nel libro originale di Lewis Carroll, il Due, il Cinque e il Sette di picche erano i giardinieri della Regina, che Alice incontra mentre stanno dipingendo le rose.
Non manca il legame con la superstizione. Per alcuni, il Due di Picche porta male, per altri è solo una scusa narrativa perfetta per giustificare una giocata mal riuscita o una partita andata per il verso sbagliato. In fondo, attribuire la colpa a una carta è molto più facile che ammettere un bluff fallito. Ma è bene ricordare che, indipendentemente dalle carte e dalle strategie, nel gioco la componente fortuna (e sfortuna) resta centrale: ciò che conta dovrebbe essere solo il divertimento e mai l’inseguimento di eventuali perdite.
Il significato del Due di Picche non è sempre legato alla sfortuna o ad una giocata andata nella direzione sbagliata. Nel Blackjack, ad esempio, un Due di Picche (o di altri semi) può essere la carta provvidenziale che, aggiunta ad altre, ti porta esattamente a 21.
Il Due di Picche è una carta che da sola vale poco, ma, al contrario, nel contesto giusto può valere tutto. È una buona metafora, non solo per il gioco ma anche per la vita: il valore non è assoluto, dipende dalla mano che stai giocando e da come la giochi.
Il Due di Picche, nonostante la sua pessima reputazione, resta una delle carte più affascinanti del mazzo. È diventato un simbolo, un modo di dire, una scorciatoia linguistica per raccontare storie di rifiuto e di sfortuna. Ma proprio per questo continua a essere citato e reinventato. Perché anche le carte peggiori, a volte, possono dare una svolta alla mano in corso.
Se ti incuriosiscono questi significati nascosti, vale sempre la pena continuare a pescare e scoprire cosa si cela dietro altre carte celebri, come l'Asso di Denari o il Fante di Spade.
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