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Perché Sinner si soffia sulle mani? Blog LeoVegas Sport

Perché Sinner si soffia sulle mani?

Perché Jannik Sinner si soffia di continuo sulle mani, in varie fasi del gioco? Soltanto scaramanzia o esiste una qualche ragione logica? Di sicuro il campione italiano, vincitore degli Australian Open 2024, non è l’unico tennista al mondo a ripetere di continuo questo gesto, né nel presente né nella storia. Un gesto che incuriosisce anche gli esperti di tennis, le cui spiegazioni sono spesso vaghe.

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Perché in generale i tennisti si soffiano sulle mani?

La maggior parte dei tennisti si soffia sulle dita e sulle mani come gesto che fa parte della loro routine per prepararsi alla palla successiva, sia quando sono al servizio sia nei game di risposta. Non è che interrompano il gioco per soffiare, visto che il gesto è così automatizzato e rapido da essere ormai velocissimo e difficile da cogliere. Una volta che hanno iniziato a farlo ovviamente non smettono, visto che cambiare la propria routine è nel tennis una cosa pericolosissima, sconsigliata da ogni maestro se non in casi estremi. Ma perché hanno iniziato a soffiarsi sulle mani? Il motivo principale è che durante la stagione calda, ma anche in inverno se si gioca indoor, le mani sono spesso sudate e scivolose, a maggior ragione se devono impugnare il manico della racchetta (poi ci si soffia anche la mano debole…). Soffiare quindi asciuga le mani. All’opposto, nella mezza stagione può capitare di giocare al freddo o comunque non al caldo: in questo caso soffiare ha un effetto riscaldante per mani fredde. C’è poi anche una teoria secondo cui soffiare sulle mani aiuti a prevenire crampi a dita che nel tennis subiscono sollecitazioni incredibili e che quindi siano sempre ad alto rischio.

Tennisti che si soffiano sulle mani: l’effetto scaramanzia

È chiaro che il soffiarsi sulle mani, al di là delle ragioni per così dire fisiche, sia soprattutto uno dei mille rituali scaramantici dei tennisti. Portati avanti nel tempo non perché portino bene, visto che ci sono anche in partite poi perse, ma perché facenti parte di una routine perfezionata nel tempo che al giocatore dà in genere sicurezza. O comunque più sicurezza rispetto al doversene inventare una nuova ad ogni colpo. In questo senso soffiarsi le mani può essere messo sullo stesso piano delle due bottigliette d’acqua di Nadal, dei tanti palleggi di Djokovic prima di servire, del polsino aggiustato di continuo da Murray, di Kyrgios che deve entrare in campo con scarpe diverse da quelle con cui poi giocherà, eccetera. Come quantità di rituali scaramantici Nadal rimarrà imbattibile, ma anche Sinner si difende, visto che di recente ha sottolineato il fatto che gli dia sicurezza far rimbalzare la pallina cinque volte prima della prima di servizio e quattro prima della seconda.

Chi sono i tennisti che si soffiano sulle mani

Come detto prima, i tennisti che si soffiano sulle mani sono la maggioranza. I caposcuola del presente e del futuro sono Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, mentre nel recente passato il re della specialità è stato Roger Federer, che si soffiava sulle mani anche quando tenevano la racchetta. Nella storia del tennis fra i grandi soffiatori sulle mani si trovano quasi tutti i grandi: da Bjorn Borg a Jimmy Connors, da Ivan Lendl a Mats Wilander, da Boris Becker a Guillermo Vilas. Tendenzialmente quella del soffiarsi sulle mani è una scaramanzia da grandi lottatori, anche se nell’elenco ci sono anche icone di stile, e più il livello scende più la percentuale di chi soffia sale. Non soffiava Sampras, così come Edberg e McEnroe, se non in situazioni molto particolari, di grande calore e umidità. Ma certo è che questo gesto ‘faccia’ molto tennista ed è per questo che spesso viene imitato da tanti giocatori della domenica.

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